Stalking: cos'è, cosa prevede la legge e come difendersi (2022)

Lo Stalking è entrato a far parte del diritto penale del nostro Paese con il D.L. 11/2009 che ha introdotto il “reato di atti persecutori” all’articolo 612bis [1]. Nello specifico, la legge chiarisce che diventa un reato quando si tratta di “condotte reiterate” da parte di chi “minaccia o molesta” una persona provocando “un perdurante e grave stato di ansia o paura [...] per l’incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero da costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita”.

Tuttavia non tutte le molestie rientrano in questo tipo di reato e la legge stabilisce dei “livelli di gravità” degli atti persecutori che possono essere, oppure no, come stalking.

In questo post parleremo di:

  • Differenza fra stalking e molestia
  • Stalking e social network: cosa costituisce un atto persecutorio?
  • Come difendersi dallo stalking
  • Quali sono le pene previste in caso di stalking?
  • Dove e come chiedere aiuto
  • Il sostegno dei familiari e degli amici: comportamenti corretti
  • Conclusioni e consigli finali

Differenza fra stalking e molestia

Lo stalking è innanzitutto un atto persecutorio reiterato, ovvero ripetuto per un periodo di tempo e con frequenza. Si caratterizza poi per l’escalation negli atti persecutori messi in atto dallo stalker: in parole povere si incomincia piano, con qualche messaggio, qualche telefonata, crescendo gradualmente di intensità e frequenza fino ad arrivare ad appostamenti oppure a episodi di confronto fisico.

(Video) STALKING: tutto ciò che devi sapere - Pratichiamo legge-

Queste azioni costringono la vittima a modificare le sue abitudini quotidiane: a non uscire più, a cambiare casa, lavoro o persino città. Se le vessazioni sono continue, poi, si possono evidenziare anche stati di ansia, paura, panico, alterando la stabilità psico-fisica di chi le riceve.

Siamo di fronte a un atto molto grave, dunque, che si differenzia proprio per intensità dalla molestia. In particolare, la molestia o disturbo alle persone è regolata dall’art. 660 del codice penale [2] che individua quello che resta comunque un reato, nel momento in cui: “chiunque, in un luogo pubblico o aperto al pubblico, ovvero col mezzo del telefono, per petulanza o per altro biasimevole motivo, reca a taluno molestia o disturbo”.

Come esempio più pratico, se una persona A inonda di telefonate una persona B, A può essere denunciato per molestie – in questo caso – telefoniche. Se però A inizia a perseguitare B anche pedinandolo, oppure facendo delle minacce così pesanti che costringono B (sempre ad esempio) a non uscire più di casa per paura, ci troveremmo di fronte al più grave reato di stalking.

Stalking e social network: cosa costituisce un atto persecutorio?

Navigare semplicemente in rete o aprire un profilo personale sui social network, sono attività che implicano la conoscenza delle regole che tutelano la propria sicurezza e quella dei figli e non solo in materia di privacy (che con il GDPR sono diventate ancor più stringenti).

I social, infatti, proprio per la loro caratteristica “personale”, possono diventare luogo di molestie o minacce, nel senso che possono mettere a disposizione del persecutore informazioni preziose su movimenti e attività della vittima, facilitando l’intrusione nella sua sfera privata.

Attraverso i propri profili online, inoltre, è possibile essere raggiunti in molti modi diversi e facilmente attraverso messaggi di vario genere. Per questo è importante impostare in modo non troppo largo le regole di condivisione e visibilità delle proprie informazioni personali e, in generale, accettare il contatto solo dalle persone che si conoscono.

(Video) Quando c’è stalking? | avv. Angelo Greco

Come difendersi dallo stalking

Le situazioni nelle quali può nascere un reato di stalking sono molto diverse dunque è difficile generalizzare un comportamento per antonomasia corretto. Ci sono però delle regole utili da tenere presenti per difendersi dallo stalking:

·Segnala immediatamente un fatto sospetto

Quando ricevi delle telefonate che ti disturbano emotivamente, oppure messaggi che ti paiono insistenti o ancora “fuori” dalla norma, la cosa migliore è segnalare ciò che sta succedendo. Se questo avviene sui social network puoi bloccare il profilo di quella persona e segnalare la comunicazione non gradita. Puoi mettere al corrente la tua famiglia o gli amici. Negare il problema non serve a risolverlo.

  • Non mostrare interesse, metti in chiaro la tua posizione

Ignorare le richieste insistenti di un’altra persona, specialmente se a sfondo sentimentale, può essere la mossa decisiva per scoraggiarla ad andare avanti. Fallo una volta per tutte in modo chiaro e definitivo e poi non rispondere più alle provocazioni e blocca il numero di telefono, se le molestie avvengono con questo mezzo. Lo stesso se ricevi posta che non ti aspetti e temi si tratti di una provocazione: rispedisci al mittente.

  • Informa familiari, amici e colleghi

Parlare con la famiglia, con gli amici e con le persone più vicine – ad esempio i colleghi – raccontando di essere vittima di stalking contribuisce a creare una rete di protezione attorno a te.

  • Salva e memorizza prove e documenti

È importante tenere un diario che possa aiutare te e le forze dell’ordine a collezionare delle prove e ricostruire i fatti. Salva i messaggi, le email, le lettere, cerca di registrare le telefonate o adotta qualsiasi altro sistema che ti consenta di far vedere/ascoltare a chi di competenza ciò che accade.

(Video) Lo Stalking: quando si configura uno dei reati più odiosi del nostro ordinamento

  • Recati al più presto alla Polizia

Non aver timore di rivolgerti alle forze dell’ordine. Fallo con la consapevolezza che questo potrebbe essere l’unico atto realmente risolutivo della tua situazione. Porta con te qualcosa che possa dimostrare ciò che stai dicendo. Allo stesso modo, se temi di essere seguito, dirigiti verso un ufficio delle forze dell’ordine: non andare a casa tua né in altri luoghi dove potresti essere solo.

Quali sono le pene previste in caso di stalking?

Quando ci si rende conto di essere vittima di molestie o di stalking è importantissimo non lasciarsi prendere dallo sconforto e dalla paura, sporgendo denuncia al più presto. In entrambi i casi si tratta di reato e pertanto azioni e comportamenti punibili dalla legge.

In caso di molestie, infatti, si rischiano fino a 6 mesi di reclusione oppure con una multa fino a 516 euro. Ben più severa la pena nel caso di stalking: la legge prevede la reclusione da 6 mesi a 4 anni, con possibili aggravanti come ad esempio il fatto che lo stalker abbia un legame con la vittima (tipicamente coniuge o ex coniuge), oppure se il reato viene commesso ai danni di un minorenne.

Dove e come chiedere aiuto

Anche nel nostro Paese esistono enti e associazioni che sono in grado di aiutare le vittime di stalking sia a risolvere il problema, sia a risollevarsi psicologicamente dopo un evento come questo che può lasciare tracce emotive abbastanza profonde.

Il primo riferimento devono essere sempre le forze dell’ordine che possono intervenire fattivamente per limitare e scoraggiare, punendo lo stalker, l’evento. Se non si possono raggiungere fisicamente gli organi di Polizia, il numero verde nazionale 1522 è attivo 24 ore su 24 tutti i giorni e offre assistenza psicologica e giuridica, indirizzando presso gli sportelli allestiti nelle Questure in tutta Italia.

In secondo luogo si possono contattare alcuni servizi messi a disposizione da associazioni o fondazioni su tutto il territorio nazionale:

(Video) Se questo è stalking

  • Lo sportello antistalking del Telefono Rosa, rivolto primariamente alle donne, risponde allo 06 37 51 82 82. Oltre il servizio di ascolto telefonico, l’associazione può orientare le donne vittime di stalking anche a percorsi successivi, nelle situazioni più critiche, anche in residenze protette.
  • Il Codacons ha il suo sportello antistalking che offre assistenza legale e psicologica. Il numero verde da contattare in caso di condotte e atti persecutori è 800 199 641. L’Associazione ha istituito anche un indirizzo email dedicato (sportello.stalking@codacons.info) al quale inviare le domande relative alla materia trattata, domande alle quali provvederà a rispondere un pool di legali specializzati.
  • Fra le maggiori associazioni che si occupano del problema, c’è anche l’associzione di Psicologia e criminologia ha attivato in varie sedi italiane (Roma, Pescara, Milano, Genova, Cagliari, Varese e Cosenza) sportelli gratuiti, e un numero nazionale attivo dal lunedì al venerdì 06 44 24 65 73.

Il sostegno dei familiari e degli amici: comportamenti corretti

Si parla di disagi e difficoltà per le vittime dello stalking in molti manuali di psicologia [3] e nelle stesse pagine si racconta di quali possono essere i comportamenti più corretti che amici, parenti e persone vicine alla persona che ha subito o sta subendo le vessazioni di uno stalker, possono adottare. Questa cerchia di persone costituisce, infatti, un elemento importante per una strategia d’aiuto efficace.

Le persone vicine a una vittima di stalking dovrebbero:

  • ascoltare la persona che racconta delle molestie subite, prendendo sul serio le sue preoccupazioni e le sue ansie senza minimizzare il problema;
  • gestire il rischio in base alla situazione, perché la vittima sia – di fatto - al sicuro
  • dare alla vittima indicazioni chiare e precise sui comportamenti per contrastare lo stalker che sono: rivolgersi alle Forze dell’Ordine per denunciare l’accaduto e/o presso uno dei centri antiviolenza della città;
  • non consigliare mai, in nessun caso, di provare a contattare lo stalker per tentare una riappacificazione oppure un dialogo;
  • gestire anche la propria sicurezza, giacché per il fatto di essere vicine alla vittima potrebbero diventare esse stesse vittime di stalking.

Conclusioni e consigli finali

Essere vittime di molestie o stalking significa essere sottoposti a una pressione psicologica molto importante che dà malessere e provoca disagio.

A prescindere dalla gravità dell’evento, ricordati di:

  • Far sapere quello che ti sta accadendo a familiari, colleghi e amici
  • Recarti al più presto dalle forze dell’ordine raccontando l’accaduto
  • Non cedere alle provocazioni e evitare il più possibile i contatti con la persona che ti molesta

Fonti per questo articolo

[1] http://www.altalex.com/documents/news/2016/03/18/il-delitto-di-stalking-alla-luce-delle-recenti-pronunce-giurisprudenziali

(Video) Stalking: Cosa Fare Subito

[2] https://www.laleggepertutti.it/codice-penale/art-660-codice-penale-molestia-o-disturbo-alle-persone

[3] Articoli e manuali:

  • Aramini, M. (2002). Lo stalking: aspetti psicologici e fenomenologici, in Gulotta G., Pezzati, S. (a cura di), Sessualità diritto e processo, 495.
  • Curci, P., Galeazzi, G. M. & Secchi, C. (2003). La sindrome delle molestie assillanti (stalking), Torino: Bollati Boringhieri editore.
  • Gargiullo, B.C., Damiani, R. (2008). Lo stalker, ovvero il persecutore in agguato. Classificazioni, assessment e profili psicocomportamentali. Milano: FrancoAngeli.

FAQs

Cosa prevede la legge sullo stalking? ›

La legge che tutela le vittime di stalking e punisce gli autori di atti persecutori è la n. 38 dell'aprile 2009, derivata dalla conversione del Decreto legge n. 11/23 febbraio 2009: "Misure urgenti in materia di sicurezza pubblica e di contrasto alla violenza sessuale, nonché in tema di atti persecutori".

Che cosa si intende per stalking? ›

Definizioni: Lo Stalking è una serie di atteggiamenti tenuti da un individuo che affligge un'altra persona, perseguitandola ed ingenerandole stati di ansia e paura, che possono arrivare a comprometterne il normale svolgimento della quotidianità. Il fenomeno è anche chiamato: “sindrome del molestatore assillante”.

Quando scatta il reato di stalking? ›

Lo stalking scatta ogni volta che si molesta o minaccia ripetutamente un'altra persona, provocando in quest'ultima un grave stato d'ansia, timore per la propria incolumità o per quella dei suoi familiari, ovvero costringendola a modificare le proprie abitudini di vita [1].

Come difendersi dalle accuse di stalking? ›

La vittima di stalking può difendersi in due modi:
  1. Ammonimento del questore. Se non si intende procedere inizialmente con una querela, alla quale poi seguirebbe un procedimento penale, si può optare per un procedimento di carattere amministrativo. ...
  2. Sporgere querela. In base al quarto comma dell'art.
4 Mar 2021

Quando non è stalking? ›

Quando non c'è stalking

Si configura invece il reato di minaccia (articolo 660 del Codice penale), meno grave di quello di stalking, se si infastidisce qualcuno ma le dichiarazioni dell'offeso e i fatti non ne dimostrino il turbamento psicologico (Cassazione, 23375/2020).

Quali sono gli atti o comportamenti persecutori? ›

Gli atti persecutori sono quei comportamenti estremamente invasivi della vita altrui caratterizzati, dalla ripetizione assillante di atteggiamenti di sorveglianza, controllo e ricerca di contatto o comununicazione, tali da causare uno stato di sofferenza psicologica nella persona che li subisce.

Quali possono essere le forme di stalking? ›

Il primo asse permette di distinguere cinque tipologie di stalker: il risentito (resentful), il molestatore in cerca di intimità (intimacy seeker), il rifiutato (rejected), il corteggiatore incompetente (incompetent suitor), il predatore (predatory).

Come inizia lo stalking? ›

Lo stalker mette in atto comportamenti quali: Comunicazioni intrusive reiterate e assillanti come: telefonate insistenti (mute, aggressive o coprolaliche), posta indesiderata e disturbante (bigliettini, lettere, messaggi fax, messaggi lasciati sulla proprietà), invio reiterato e assillante di doni (per es.

Come viene notificata una denuncia per stalking? ›

Tale richiesta deve essere notificata dal GIP ai potenziali contro-interessati (indagato – persona offesa), i quali possono controdedurre presentando memorie. La notifica non è necessaria quando si tratta di gravi reati specificamente previsti dal codice.

Quanto dura lo stalking? ›

Quasi il 50 per cento dei casi di stalking consistono in comportamenti intrusivi che durano solo pochi giorni e non superano le due settimane. Questa forma di molestia è in genere perpetrata da sconosciuti. Al contrario, gli stalkers che persistono per più di due settimane, di solito continuano per molti mesi.

Quanti messaggi per stalking? ›

Per la configurazione del reato di stalking, anche in assenza di un incontro fisico tra vittima ed imputato, sono sufficienti pochi messaggi via WhatsApp ed una telefonata dal tono minaccioso, che portano a modificare le abitudini della persona offesa.

Chi chiamare in caso di stalking? ›

Il 1522 è un servizio pubblico promosso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le Pari Opportunità. Il numero, gratuito è attivo 24 h su 24, accoglie con operatrici specializzate le richieste di aiuto e sostegno delle vittime di violenza e stalking.

Cosa fare quando si è perseguitati? ›

La persona vittima di persecuzione può recarsi presso la più vicina stazione dei carabinieri (o comando di polizia, è indifferente) e sporgere denuncia/querela. Dice la legge che il delitto di stalking è punito a querela della persona offesa, querela da farsi entro il termine di sei mesi dall'ultimo atto persecutorio.

Cosa succede quando si fa una denuncia ai Carabinieri? ›

La persona denunciata, infatti, potrebbe essere raggiunta da una misura cautelare, come ad esempio l'obbligo di dimora, il divieto di avvicinamento alla vittima o, perfino, gli arresti domiciliari. Nei casi più gravi, l'indagato potrebbe essere custodito in carcere.

Cosa comporta fare una segnalazione ai Carabinieri? ›

La segnalazione serve a far intervenire le autorità per un duplice scopo: accertare la natura della vicenda segnalata con l'esposto; tentare la composizione bonaria della lite, nel caso in cui il fatto non costituisca reato oppure, se è un illecito penale, sia perseguibile solamente a querela di parte.

Perché una persona Stalkera? ›

Nella maggior parte dei casi, lo stalker è un ex partner che non riesce ad accettare la fine della relazione e vuole cercare di riavvicinarsi alla vittima oppure vendicarsi di qualche torto subito, vero o presunto.

Come affrontare lo stalking? ›

La psicoterapia è una soluzione efficace soprattutto se si formula una diagnosi corretta, lo stalking non rappresenta un disturbo a sé ma un comportamento e ad esso possono essere ricollegate diverse situazioni cliniche. Il profilo dello stalker spesso non è univoco, ma può variare in base ad alcune condizioni.

Cosa si rischia con lo stalking? ›

Le pene per il reato di stalking si sono inasprite durante l'ultimo periodo. La violazione di tale ordinanza restrittiva è considerata un reato autonomo che viene punito con la reclusione da sei mesi a tre anni con processo, oltre a ricevere una nuova misura cautelare per la maggiore tutela della vittima.

Chi denuncia ha bisogno di un avvocato? ›

Per sporgere una denuncia o una querela l'avvocato non è indispensabile: la legge prevede che ogni cittadino possa recarsi di persona presso di uffici territoriali di Polizia e Carabinieri e denunciare un fatto delittuoso.

Cosa si rischia con una denuncia per stalking? ›

La violazione di tale ordinanza restrittiva è considerata un reato autonomo che viene punito con la reclusione da sei mesi a tre anni con processo, oltre a ricevere una nuova misura cautelare per la maggiore tutela della vittima.

Cosa dice l'articolo 612 del codice penale? ›

612 del codice penale: «Art. 612 c.p. (Minacce). - Chiunque minaccia ad altri un ingiusto danno e' punito, a querela della persona offesa [c.p. 120; c.p.p. 336], con la multa fino a euro 51.

Cosa si intende per stalking condominiale? ›

Lo stalking condominiale è un reato commesso da chi attua comportamenti molesti e persecutori nei confronti dei vicini di casa, tanto da scaturire un grave stato di ansia, frustrazione e paura per sé o per i propri familiari e da costringerli a cambiare le proprie abitudini di vita.

Cosa succede quando si fa una denuncia ai Carabinieri? ›

La persona denunciata, infatti, potrebbe essere raggiunta da una misura cautelare, come ad esempio l'obbligo di dimora, il divieto di avvicinamento alla vittima o, perfino, gli arresti domiciliari. Nei casi più gravi, l'indagato potrebbe essere custodito in carcere.

Quando la minaccia non è reato? ›

Di qui, il principio enunciato dalla Cassazione: la minaccia di morte pronunciata contro un'altra persona, se non è seria, non può integrare in astratto il reato. A rilevare, ai fini dell'integrazione del reato, pesa il contesto di tensione in cui l'alterco risulta avvenuto.

Quanto tempo ho per denunciare una minaccia? ›

L'atto con il quale portare il fatto alla conoscenza delle Forze dell'ordine è la querela che può essere presentata esclusivamente dalla persona offesa entro 3 mesi dal fatto.

Cosa dice l'articolo 339? ›

Dispositivo dell'art. 339 Codice Penale. Le pene stabilite nei tre articoli precedenti sono aumentate(1) [64] se la violenza o la minaccia è commessa nel corso di manifestazioni in luogo pubblico o aperto al pubblico ovvero con armi [585], o da persona travisata(2), o da più persone riunite(3) [112 n.

Cosa fare se i vicini ti spiano? ›

Pare esser questo il caso da lei prospettato, e pertanto il consiglio è di diffidare il suo vicino e, in caso di perdurante comportamento illegittimo, depositare una querela nei suoi confronti, entro il termine di legge di 90 giorni dal fatto, per il reato sopra indicato.

Come raccogliere prove di stalking? ›

La vittima farà bene ad utilizzare il proprio cellulare come mezzo per raccogliere le prove. Secondo la Cassazione, ben è possibile riprendere il molestatore con lo smartphone per poi portare i file video in processo. Allo stesso modo, è possibile registrare le telefonate a sua insaputa o qualsiasi altra discussione.

Come dimostrare lo stalking condominiale? ›

Per quanto riguarda la prova della condotta persecutoria, la vittima potrà avvalersi di testimoni (ad esempio gli altri condomini) e allegare copia dei messaggi o altre comunicazioni di carattere intimidatorio.

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Author: Amb. Frankie Simonis

Last Updated: 12/21/2022

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